Chi Siamo

È presto detto: il gestore di questo sito agli albori è Angelo Papi, che vorrebbe farne uno strumento di lavoro per il suo lavoro scolastico. Lasciatemi spiegare un momento la filosofia del progetto, che si chiama ZeroGravity, in omaggio a chi sta in orbita attorno alla terra per vederla meglio e per non sentire il peso che ci impedisce di ragionare con scioltezza. La scioltezza, una serie di pensieri ordinati in libertà è lo spirito che predomina. Concretamente si propongono una serie di riflessioni che possono diventare spunto per un lavoro più ampio. L’idea è che ascoltare poco – per non annoiarsi – potrebbe sostituire la pesantezza della lezione canonica, dove si è costretti ad assorbire come spugne tutto quello che l’insegnante ha da dire. La verità è che la nostra capacità di ascolto si è progressivamente ridotta, siamo andati ben sotto i 15 minuti che i manuali di pedagogia raccomandavano. Un bene, un male? Il fatto è che le voci si sono moltiplicate, la rete ci parla di continuo ed è sempre con noi, quando non è presente la possiamo invocare, come l’oracolo, per sapere, per imparare. Le bocche della verità si sono moltiplicate e non possiamo pretendere l’attenzione di prima, quando l’insegnante, il prete e il dottore erano gli esperti per definizione.
Si può migliorare certo, si può sognare di tornare al buon tempo andato, ma forse conviene, come hanno già proposto alcuni, ridurre a scuola il tempo dell’ascolto a vantaggio del tempo della spiegazione, della ricerca, dell’assistenza individualizzata. Si parte da un concetto che sembra buono: lo studente dovrebbe diventare sempre più autonomo, sviluppare la capacità di ricercare l’informazione su tutti i canali disponibili, ma soprattutto di distinguere quella buona da quella scadente, quella autorevole da quella raccogliticcia. Eh già, su Internet si trova tanto e male, perché si ricerca spesso alla carlona, a lume di naso, senza selezionare tra le tante fonti del sapere.
Ovviamente qui non si pretende di fornire merce di prima qualità, ma un po’ di onestà intellettuale che ci contraddistingue, qualche metafora personale, un po’ di spirito e una dose di humor che non guasta.
Credo che la cosa importante sia non spegnere mai la curiosità in qualsiasi campo del sapere e a volte una “confettura audio” può servire a stimolare l’appetito e a risvegliare l’attenzione da tempo sopita.
Sveglia dunque, ho già parlato abbastanza! Perché l’audio e non il video? Perché siamo contro il grasso che cola da YouTube e da Facebook, troppe immagini hanno ormai il valore di nessuna immagine. Ripartire dalle immagini che l’uomo produce e che un giorno fioriranno su qualche bel video è una cura che per ora serve a questo: una piccola confettura audio dovrebbe risvegliare in noi un pentimento, quello che si avverte maturando di non aver ascoltato con più attenzione le parole dei genitori, dei nonni, degli zii, degli amici più grandi, che avevano storie da raccontarci, parole antiche che sono moribonde, esperienze di vita di cui non approfittammo, detti curiosi che ancora ripetiamo senza averli capiti. Solo storia?
Buttati alle spalle la storia, viandante, prova a camminare su sentieri che credevi di conoscere, vedrai presto sparire attorno a te alberi, giardini curati e case che parlano degli uomini che conoscevi. Non ci sono più, anch’essi sono spariti. Dicono che abbiano preso la strada del grande deserto, dove la memoria è un lusso e una perdita di tempo.
Non è un elogio del passato, tutt’altro, ma un esercizio di discernimento, soprattutto in senso politico, per dare a Cesare quel che è di Cesare, per non dimenticare dove si è sbagliato e chi ci ha già fregato. Soprattutto i nostri sogni, spesso inconcludenti e smisurati. I sogni si ripetono, sono forse l’unica cosa che si ripete nella vita, insieme alle nascite e alle morti. Distinguere tra i sogni, quelli della storia e della filosofia, è forse uno dei compiti più nobili che l’uomo si sia proposto, chi non vuol farlo confeziona “marmellate”, le nostre siano invece “confetture audio”!

Condividi ciò che ti piace nel modo preferito:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •